giovedì, febbraio 17, 2005

 Legge di Murphy applicata alla prima infanzia

Postulati di Saruchi
- se è un giocattolo, non le interesserà
- se non è un giocattolo, lo vorrà
- se non è un giocattolo ed è pericoloso, lo pretenderà

Teorema (ancora indimostrato) di Neeta
- come faccia a distinguere quel che è un giocattolo da quel che non lo è, rimane un mistero ancora irrisolto. Pero' ci riesce benissimo.
Gli studi proseguono..

postato da: Neeta alle ore 17/02/2005 16:42 | Permalink | commenti (4)
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martedì, febbraio 15, 2005

Tetta, e subito! (aka I want tit all, and I want tit now!)
La scena è la seguente: Mammina che rincasa dall'uni trafelata, ad accoglierla Babbo sorridente con la prolina (=piccola prole) in braccio, sorridente pure lei.
Babbo: "Amore, oggi è stata buoniss.." non fa in tempo a finire...
Prolina, non più così sorridente: "AAAAAAAAHH" (trad: TETTAAAAAAAAA) 
Mammina: "  "
Babbo: "..ssima... cioè, finora.."

Insomma, da qualche giorno, da quando cioè è iniziato il fatidico svezzamento, Sara mostra di volere ancora più tetta di prima. E senza indugi: se decide che ha fame ha fame. E Mammina che pensava di sollevarsi un po' dalle sue fatiche di allattamento! La piccoletta fa chiaramente capire quando è ora di pappa: spalanca la bocca come un uccellino al solo apparire di Mammina, e sposta lo sguardo entusiasta su e giù dal viso adorato di Mammina alle ancor più adorate tette di Mammina: una scenetta buffissima. Se l'interpretazione le vien bene, ci incastra anche il filino di bava colante.. Mammina oscilla tra le risate e le lacrime. Ma il top arriva quando Mammina si mette a canticchiare la canzoncina del latte mentre solleva il maglione "Arriva la poppa, arriva la poppa..".. Sara si mette a gorgheggiare, ridere, agitarsi tutta felice, se avesse la coda probabilmente scodinzolerebbe.. ci fa un baffo a noi, Pavlov..

postato da: Neeta alle ore 15/02/2005 19:07 | Permalink | commenti
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lunedì, febbraio 07, 2005

Biutiful
Durante la nostra breve (sigh) permanenza a Bologna Sara è riuscita nell'ordine a: tentare di sedurre insistentemente il cognato, cioè il mitico Tatino, cercando quindi di fare le scarpine alla di lui fidanzata ufficiale Anna.. e tutto per biechi motivi di interesse materiale: voleva il suo ciuccio. Il pensiero del suo promesso Federico, ahimé lontano, non l'ha proprio fermata. Non contenta, il giorno dopo si è lanciata in una torbida liaison a base di baci e sberle con uno molto più vecchio di lei, Zeno. Ci è scappato anche il suo primo bacio sulla bocca!
Ed ha solo 6 mesi e mezzo..
Ci fa un baffo a noi, Brooke Logan

P.S. in realtà, è finita come era prevedibile: che del lalleggiare tenero e marpione del Tatino si è perdutamente innamorata la babbiona, cioè Mammina..   Vedremo alla prossima puntata..

postato da: Neeta alle ore 07/02/2005 21:38 | Permalink | commenti (1)
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martedì, febbraio 01, 2005

La banda del buco
Oggi ziogatto Ronfolo se n'è andato. Povero gattone affettuoso, era proprio allo stremo. La sua ultima notte l'ha passata sveglio, nel lettone con noi. E mammina sveglia con lui, a sentire le sue fusa doloranti. Che strano, ritrovarsi di nuovo nel lettone con Simone e Ronfolo, ed anche Sara adesso. Altro che co-sleeping e lettone di famiglia. Mi dispiace che Sara non potrà tirare la coda a ziogatto, in questi ultimi giorni lo guardava affascinata, e sono sicura che lui si sarebbe fatto fare di tutto per amore della Tartarughina. Ad un certo punto della notte si è trascinato dai piedi di Simone,ad un capo del letto, fino al lettino dove dormiva Sara per accucciarsi vicino vicino a lei. Chissà cosa passa nella testa di un animale che sta morendo. O forse sperava che a Sara puzzassero meno i piedi che a suo padre.
E così, nottetempo e col favore delle tenebre, ecco mammina e babbo scivolare fuori in pigiama per andare a seppellire Ronfolo nel giardinetto di casa, in barba a tutti i regolamenti d'igiene. La buca preparata durante il giorno con la scusa di piantare un alberello di limone. Il cadavere, come nei classici film del genere, nascosto nel bagagliaio. Ziogatto Umberto che si aggirava lì attorno sconcertato, forse cercava di farci da palo. E le tracce fatte sparire in fretta prima che qualche vicino se ne accorga.

Non so perché, ma fa sempre molto male quando un animale che si fida di te se ne va, e tu non puoi fare nulla se non aiutarlo ad andarsene. Parola di ragatta madre.

postato da: Neeta alle ore 01/02/2005 22:24 | Permalink | commenti (1)
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