Senza pannolini: dalle stelle alle stalle, and back!
Abbiamo avuto l'ennesima conferma che l'EC non è un'acquisizione immediata, ma graduale, che ci sono anche i momenti più difficili in cui ti vien da chiederti se ci hai mai capito qualcosa perché sembra tu abbia fatto un passo indietro, ed i momenti in cui invece fai due o tre passi avanti in pochi giorni, un mercoledì da leoni.. Insomma, i progressi arrivano, e noi ci sentiamo ad un buon punto. E poi dipende molto dalla buona volontà (leggi: niente pigrizia) del genitore, perché il pupo ce la mette sempre tutta, senza imbrogli..
Dopo la fase in cui ci siamo fatti serenamente spisciazzare addosso da Sara, un po' perché nun se capiva quando stava per farla, un po' per pigrizia (e ci dicevamo: e meno male che è stiiiiitica)
è arrivata la fase in cui avevamo capito che Sara la fa almeno in alcune "grandi occasioni": quando fa la poppata (durante o subito dopo), quando si sveglia dal riposino, quando rientra dalla passeggiata. E che se becchiamo queste già il numero di spisciazzate diminuisce, perché Sara detesta farsela addosso, quindi se le "chiedi" di farla nel lavandino è piu che contenta e la sgancia tutta in una volta, se se la fa nelle mutandine o nel pannolo si ferma appena sente un po' di bagnato ed aspetta di essere cambiate per sganciarne un altro po'.. e così anche per tre-quattro puntate di seguito, decisamente snervante..
Rimanevano le dindind intermedie, quelle che ci fregavano sempre. E noi lì a tentare di capire che segnale facesse Sara: movimento delle gambine? irrequietezza si, ma quale? Smorfiette del viso? Insomma, grandi frustrazioni.
C'è stato un momento *nero* a Natale perché ero stesa dal maldischiena, la tendinite, la stanchezza etc etc, Simone ha detto sono stanco di farmi spisciazzare addosso io la pannolo. Ok, prendiamoci una pausa e ragioniamo.
E' stata pannolata per tre giorni, a casa dei miei dove ero in visita (quindi tre giorni quasi tutti di pannolino usa-e-getta per di più). Dopo tre giorni così ero più esasperata di lei di tutti 'sti pannolini usati da cambiare, buttare, insomma non ci sono mica più abituata ad usare in modo intensivo il pannolo.. e Sara non sembrava per niente ma per niente contenta di sentirsi l'umido, per quanto attutito..
Rientro a casa, la prima cosa che faccio la mattina dopo è mettere Sara sulla ciotola per la dindin della prima poppata: la fa come se non avesse mai smesso di fare EC.
Da lì, parte il grande recupero; in pochi giorni capiamo anche il segreto per la dindin intermedia tra le poppate: niente ricerca di segnali sottili, basta calcolare ad istinto il tempo, e provare a metterla in posizione facendole il segnale quando crediamo sia ora: nel 50% dei casi la fa subito, nel 50% dopo max 10 minuti, quando lo riproponiamo. Dopo 4 mesi di spisciazzate, ormai abbiamo introiettato i suoi tempi 
Abbiamo anche cominciato a fare EC fuori casa, mi porto dietro una ciotola con coperchio, a casa di amici chiediamo di andare un attimo in bagno. Georgessa, Francyc e Fcinzia ci hanno visto rintanarci in un angolo buio, io Simone e Sara, e tornare con la ciotola piena, affermando che Sara l'aveva fatta
ma non ci hanno chiesto l'antidoping per verificare...
Oggi per esempio ho capito che Sara, appena svegliata, stava per farla mentre aspettavamo il treno, al binario. Freddo cane, treno in arrivo. Dico vabbe', la perdo, peccato. Sento nel pannolino di stoffa che l'ha fatta appena prima che arrivi il treno. Salgo su, trovo lo scompartimento, la spoglio per cambiarla e sento che ne ha fatta proprio un goccio... rapidamente allora la metto sulla ciotola e faccio il segnale. La fa tranquilla e paciosa, in pratica si era fermata appena sentito il bagnato ed aspettava che quella pasticciona di sua madre si organizzasse. E non è la prima volta che lo noto: se capisce che sto cercando il modo/posto per fargliela fare lei aspetta di essere spogliata ed in posizione, non me la fa mai addosso a metà procedura.
Sono tornata a casa trionfante, ovvio 
Dopo mezzora ho miseramente perso una scarica di diarrea, ovvio 
Ma il bello dell'EC è che ti coltivi il sense of humour
(continua...)