martedì, novembre 30, 2004

Julia
Ho già parlato altrove di lei. Julia è più giovane di me, eppure sembra più vecchia. Julia ha un bambino di 7 anni, che ha dovuto lasciare in Moldavia, ed ora lavora per mettere insieme i soldi ed il permesso per portarlo qui con lei. Una madre deve chiedere il permesso a questo Stato per avere con sé suo figlio. Julia ha lasciato anche un marito in Moldavia, ma non lo rimpiange, quel marito che spende in bevute con gli amici i soldi che lei manda per il bambino, e poi si sente anche in diritto divino di picchiarla quando è ubriaco. Julia è felice perché in Italia ha trovato un brav'uomo che non è né bello né fascinoso, ma non la picchia, sta cercando di aiutarla a portare qui il suo bambino, e quasi ogni giorno le regala una schedina telefonica per chiamare in Moldavia e parlare con lui. Julia viene ad aiutarmi con la casa, perché io da brava figlia di questa società penso che una bambina, un'università ed una casa siano già troppo. Julia pulisce in un modo che ci fa vergognare di noi per quanto siamo sporchi al suo confronto, e non vuole mai accettare nemmeno una tazza di tè, deve andare a pulire un'altra casa o a lavorare nei campi. Julia sorride sempre e non si ferma un attimo e non segna mai nemmeno cinque minuti in più di quel che ha fatto davvero, anzi toglie anche i minuti che ha passato a chiacchierare con me, nonostante le nostre proteste. Ed io spero ogni giorno di più che il bambino di Julia venga presto in Italia.


postato da: Neeta alle ore 30/11/2004 15:22 | Permalink | commenti (1)
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martedì, novembre 30, 2004
A gentile richiesta... (vedi qui)
..il Tatino ci ha fatto sognare E se i miei magici geni caribeños (cfr. Garcìa Marquèz) non mentono..
postato da: Neeta alle ore 30/11/2004 10:01 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 29, 2004

WOWOWOWOOOO
Facciamo la ola: 12 minuti primi dopo il precedente comunicato, Sara si è girata su un fianco.. e si è messa a pancia sotto! Nessuno dei suoi due genitori snaturati era presente alla scena: l'avevamo lasciata *un attimino* sul suo tappetone in salotto ed al nostro ritorno ci attendeva la sorpresa.. presto le foto che testimoniano il grande evento.

Suo padre ed io siamo orgogliosi al limite dell'indecenza




postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 15:54 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, novembre 29, 2004

Comunicato ufficiale
E' finita la pace: Sara sa girarsi su un fianco Sa anche girarsi ed afferrare il suosonaglietto marziano, se poggiato vicino a lei, portarselo al viso per osservarlo ed assaggiarlo, senza però picchiarselo per benino in fronte come in precedenza. Si fanno progressi. Se però il sonaglietto va a finire fuori della sua portata, si mette ad urlare come una jenuccia affinché mammina accorra a ridarglielo. Anche le tartarughine nel loro piccolo si incazzano



postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 15:36 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 29, 2004

Cacciatorina toscana
La nostra Tartarughina ha guadagnato un nuovo soprannome. Perché la sua adorabile testolina profuma di.. salame! Grazie alla crosta lattea in via di sparizione..


postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 15:17 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 29, 2004
Un'altra madre snaturata....
..ci passa questa:
"Le mamme sono angeli in allenamento"

postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 14:13 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, novembre 29, 2004

Un gran bel sito
www.manolito.it
Bello, interessante, fatto bene, simpatico, pieno di informazioni utili, pieno anche di amore. Ce l'ha tutte. Leggetelo, e se conoscete qualcuno a cui serve passateglielo. Gli farà bene.



postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 14:07 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 29, 2004

Son tutte buone le mamme del mondo
Quindi perché le mamme che allattano devono, per difendere la giustezza del proprio agire, massacrare le donne che non allattano insinuando che non sono buone madri? E perché quelle che non allattano devono, per lo stesso motivo, dare della mucca talebana a chi lo fa? Perché chi partorisce con dolore si sente mamma di serie A, e chi senza dovrebbe essere considerata mamma di serie B? Perché chi ha fatto l'epidurale e/o il cesareo a volte dà dell'"animala" a chi come me ha scelto un parto naturale? Perché ci si scanna regolarmente fra donne su amniocentesi e aborto, svezzamento, sonno dei bambini, parto cesareo?? Davanti a quale tribunale cerchiamo di discolparci di che cosa, gettando la colpa sulla nostra sorella? Ma se li mandassimo tutti a cagher, ostetriche ginecologi preti suocere madri amiche che la sanno lunga e donnette incontrate per strada, insomma tutti quelli che pensano di poter decidere sulla nostra pelle cosa è e cosa non è una Buona Madre (TM) e ci godessimo ognuna la nostra bellissima unica maternità, ma non sarebbe tanto meglio? (Diotima, cara, hai stappato il vaso di Pandora.. ma grazie! )


postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 12:53 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, novembre 29, 2004

Tolleranza di m...
Una lamentela che spesso sentirete dalle mamme che scelgono di fare allattamento prolungato, magari oltre l'anno, è che devono quasi giustificarsi sempre davanti al prossimo per la loro scelta. Perché il prossimo ha spesso da ridire o trova la cosa strana. Succede lo stesso per chi, come noi, fa EC e non usa pannolini (o ne usa molto pochi, con l'obiettivo finale di non usarne proprio). Un'operatrice che si dedica alla promozione dell'allattamento mi ha detto che non capisce tutto questo impiego di tempo ed energie per qualcosa così poco importante. Mi sono mantenuta sul diplomatico nella risposta, rendendola felice, ma il vero punto è: perché io il tempo e le energie ce le ho, e allora perché no? Posso farlo, voglio farlo, lo faccio e tu non rompermi le scatole. Tra l'altro, sono in ottima compagnia di una miliardata di madri di questo mondo, perché gli utenti pannolinati in realtà sono una minoranza nel WWW (= World wide world). E' una scelta come un'altra, davvero . Perché mi sponsorizzi solo quando "perdo tempo ed energie" per allattare a lungo, cosa che il resto del mondo trova "un pochino esagerato" nella migliore delle ipotesi, e poi ti dimentichi l'arte della tolleranza e del rispetto su questo argomento? Mistero..


postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 09:07 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, novembre 29, 2004

Dernier cri
Oggi stavo parlando con i miei genitori di questa maledetta "moda" di fare tutto precocemente (che per me medesima personalmente in persona non piace *): e li svezzi precocemente, e li mandi a dormire in camera loro precocemente (e perfavore non sturiamo polemiche ora) e li mandi a scuola precocemente.. che c'è , li dobbiamo abituare alla svelta a vivere in questa società "prestazionale"?? Cosa si vince se svezzo mia figlia prima di tutti? Ne devo proprio fare un adulto in miniatura, assurdamente autonoma così io posso dedicarmi ad altro? C'è una sottile linea di confine tra aiutare un figlio a crescere autonomo e forzare un processo naturale, rischiando magari di creare un adulto con problemi di capacità di rapporto sociale ed interpersonale. E c'è una sottile linea di confine tra rispondere sollecitamente ai bisogni di un bambino ed esagerare rendendolo dipendente. Noi madri siamo qui per trovare e seguire queste sottili linee di confine, con tutto il nostro istinto ed il nostro amore. Se qualcuno vuole aiutarci con rispetto e discrezione ben venga. Se qualcuno vuole giudicarci e renderci insicure, fuori dalla @@ grazie

Ecco, mi sono scordata che sono una signora
*Peace and love: vedi post sopra sulla tolleranza e le mamme del mondo per contestazioni





postato da: Neeta alle ore 29/11/2004 09:02 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 28, 2004

Stress for success
Qualche giorno fa, su un forum allattamento che frequento, si parlava di come nella nostra cultura ci sia questo fenomeno dell'inibizione del riflesso d'eiezione del latte, specialmente la sera. E' dovuto allo stress, alla stanchezza. Nelle altre culture pare sia sconosciuto o quasi. Io ne so qualcosa, perché tutte le sere qui era un dramma, latte che non scendeva, bimba che urlava a tutti polmoni, mammina che andava in crisi . Pensavo fosse inevitabile, normale. Pensavo.
Venerdì sono finite le lezioni in aula, e da allora sono a casa con Sara. Ho detto a Simone che per almeno dieci giorni non voglio nemmeno sentir parlare di università ed esami. Domani per la prima volta in due mesi non devo alzarmi prima dell'alba per andare all'uni. Non mi corre più dietro nessuno.

Stasera non ho avuto *nessun problema* di latte.

 Io quasi quasi ci metto una bomba in quell'università.



postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 22:30 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 28, 2004

Cara Diotima ti scrivo.. (aggiornato)

Visto che ormai ci commentiamo a vicenda i nostri blog, tanto vale che scriva direttamente un post con tutte le riflessioni che mi sono venute leggendo i tuoi (chilometrici) post. La prima riflessione è che, ragazza, sei ancora più grafomane di me, il che è tutto dire. Le altre riflessioni sono, in realtà, una specie di primo consuntivo di questa esperienza in progress, di questo esser madre. Un’esperienza iniziata due anni fa, ormai, e che continuerà per tutti i giorni della mia vita. Ho incontrato ed incontro tante altre madri. Ce ne sono tantissime, di tutti i tipi, un’invasione di madri. Ognuna a modo suo. E mentre ogni mamma vuol essere a modo suo, ci sono quelli che pensano che dovrebbe essere a modo loro. Non lo so perché c’è tutta questa pressione attorno ad una madre, forse perché ci si rende conto che è dalle madri che parte tutto, sono loro le prime che trasmettono la cultura ed i valori fondanti, insomma non so perché ma la discussione su cosa è una buona (o una cattiva) madre è feroce. E noi lì in mezzo, a discutere anche noi (invece di mandarli tutti a quel paese, ‘sti soloni, e fare le mamme in pace). Mio marito ormai quando gli dico “la sai l’ultima?” sa che non sto parlando di barzellette, ma dell’ultima discussione scoppiata su Alf. Si discute di allattamento, di sonno, di nido, di nonne, di pappe e pannolini si o no, di botte e di giochi, di amnio si o no, di tutto il discutibile. Io cerco sempre di ascoltare tutte le campane, su un argomento. Cerco sempre di trovare un punto di equilibrio ragionevole. In questo modo, di solito, finisco per prenderle sia da destra che da manca, perché scontento tutti (chissene N.d.R). Ho scoperto una cosa interessante: la tolleranza è difficile per tutti. Anzi, nei gruppetti di quelli che “lo fanno strano” la tolleranza è una merce ancora più rara. Mi sono trovata, io mamma che allatta convinta, in gruppi di mamme che allattano, dure e pure, ed ho scoperto che sono fuori posto anche lì, magari perché io uso l’omeopatia ed in quel gruppo viene vista male. Nel gruppo dei patiti per l’omeopatia probabilmente sarei emarginata per altri motivi, per esempio perché uso anche farmaci.. e così via. Tutto il mondo è paese, la tolleranza del modo altrui è lontana, la libertà poi di essere nel modo cometepare è una vera utopia. In tutto ciò, perdiamo di vista il fatto che ognuna di noi, in realtà, ha il diritto/dovere di costruire il proprio modo di essere la migliore madre possibile, e se ci riuscisse senza interferenze forse avrebbe meno voglia o bisogno di discutere ferocemente con le proprie pari. E aggiungo, avrebbe meno sensi di colpa per non essere "abbastanza buona madre", e come ti ho scritto il senso di colpa è un potentissimo strumento di controllo dell'individuo, guarda caso usato da molte religioni (per il concetto di "madre abbastanza buona" vedi il grande Bruno Bettelheim: il suo splendido libro "Un genitore quasi perfetto" in realtà si intitola in originale "A good enough parent")

L’allattamento ed il parto sono due momenti delicatissimi e molto personali. Quindi, ovviamente, se ne impicciano tutti. Se ne impicciano fino a farli diventare due momenti-test dell’essere madre, anzi buona madre. Questo non mi piace. E sono d’accordo con molte delle cose che dici. Ma non mi piace nemmeno volerli ridurre nella loro essenza: sono due momenti importanti, senz’altro, ammettiamolo. Per me sono due esperienze molto significative, forse perché ho potuto viverle come volevo io (nei limiti del possibile). È sbagliato voler presentare questi due momenti come il fondamento irrinunciabile dell’essere una buona madre, ma non sottovalutarli, il mio essere madre passa anche di lì. È giusto dire che sono o possono essere dei momenti belli, fondanti, intensi. Possono anche non esserlo, ed allora via, passiamo ad altro, come dici ci sono molti modi e tempi per costruire il rapporto unico tra una madre ed un figlio. Mai attaccarsi alle esperienze. Mai sottovalutarle.

Ho notato che il fatto che io dica “io faccio così” viene spesso percepito dall’altra madre come una velata critica al proprio modo di fare. Ma io ho detto solo “io faccio così”, non ho mica detto “tua fai male a fare cosà”. Io sono contenta di quello che faccio. Sono contenta di allattare, perché in fondo me lo sono anche un po’ guadagnato, oltre gli ingorghi, la mastite e la stanchezza (ho avuto anche la fortuna di molto appoggio intorno). Non vuol dire che sono una madre migliore di te. Vuol dire che sono la madre migliore che potevo essere per mia figlia. Non mi piace chi giudica senza sapere, ed io per esempio non lo so cosa significa avere le ragadi (ci sono andata vicina i primi giorni però, e ne ho un pessimo ricordo). Però ho notato che a volte le madri che non hanno avuto problemi o li hanno superati devono tenere un basso profilo, altrimenti le si accusa di vantarsi. Al massimo si dice loro “hai avuto fortuna”. Io posso dire di avere avuto un po’ di fortuna ed un po’ di volontà e capacità di gestire la situazione. E sono contenta per me stessa di questo. Perché devo gioire in sordina? Io sono OK, tu sei OK. Lasciamo ad ogni madre e ad ogni bambino il loro spazio per creare la loro relazione, la loro unicità senza confronti. Se cominciamo a far confronti e classifiche persino tra noi madri addio, siamo spacciate. Facci caso: se va male è colpa tua, se va bene è solo fortuna. Non ti puzza di fregatura? A me si, specie dopo essermi sbattuta tanto per farla andare bene..

Le talebane della LLL esistono, ma sono meno di quelle che pensi. Ci sono persone molto umane e molto discrete ed intelligenti, nella LLL. Io ne ho conosciute. Per me la LLL è stata un incontro importante, perché mi ha dato le informazioni necessarie per fare la mia scelta. Sapere è davvero potere. Non esiste scelta senza alternative, e non ci sono alternative senza corretta informazione. Io ho fatto la mia, di scelta, e difendo sia la mia che quella, diversa, di altre donne che invece non allattano a lungo. Perché se lo hanno deciso sapendo davvero cosa facevano, è un loro sacrosanto diritto. La LLL è nata in un momento ed in un contesto in cui ci voleva un coraggio ammirevole per fare quel che hanno fatto. Poi la LLL è americana, e gli americani, non so perché, se non sono ferocemente ideologizzati non sono contenti, ma tu prendi il meglio che ti possono dare, lascia il resto.

Ho detto che l’allattamento a richiesta fa parte della nostra fisiologia. Dalle grandi scimmie da cui discendiamo alle culture meno tecnologizzate su questa terra è così: le madri allattano a richiesta e per anni i loro piccoli. Se noi non allattiamo più così è perché sono sopravvenute altre istanze, culturali, più o meno lontane dall’istintualità, che richiedono ad una donna di dividere il suo tempo diversamente. La tecnologia poi ci viene in aiuto con biberon e latti formulati, e poter fare una cosa che prima non era possibile ci conduce prima o poi a considerarla normale. Ed io non ci trovo niente di male in teoria, anzi io per prima ho molti interessi nella mia vita, fuori di casa. Non sto affatto predicando un ritorno ai cosiddetti “ruoli tradizionali” per l’uomo e la donna, anzi per il maschio e la femmina della specie. Vorrei solo che ogni volta che sentiamo dire che una cosa come allattare a lungo è innaturale ci rendessimo conto del fatto che è il contrario, e che semmai è "inculturale" per la cultura odierna. Cultura e Natura. Poi ognuna fa come si sente. Si può fare (quasi tutto) quel che si vuole finché si sa cosa si sta facendo. E non so perché una madre che allatta, per difendere la propria posizione, deve per forza criticare quella della donna che non allatta, e viceversa. Io vedo accadere entrambe le cose, e mi sembrano un'enorme zappata sui piedi per tutte. Io sto consapevolmente cercando la mediazione tra istintualità e cultura, e non è facile. Specie quando da entrambi gli schieramenti ti guardano male. Ma io di schieramenti sono stufa. Sto cercando l’aurea mediocritas. Remando contro tutte le correnti, come al solito.

postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 21:01 | Permalink | commenti (3)
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domenica, novembre 28, 2004

Essere donna, oggi
Non è per niente facile, Sara, amore mio. Ci sarà sempre uno standard irraggiungibile per te. Dovrai essere magra, così magra da rischiare di essere sterile. Poi però dovrai essere fertile come la valle del Nilo, ma solo al momento giusto. Dovrai imparare che c'è chi vuole controllare anche la tua fertilità e la tua sessualità, di solito perché non ne ha una propria. Dovrai sopportare la gravidanza e non potrai dire cheppalle 'sta panza, perché la gravidanza è un'esperienza sublime (per chi non l'ha fatta), per tacer del parto. Dovrai essere una buona madre, anzi di più, ma qualcun'altro ti dirà come, e guai ad avere opinioni, istinti o, nonsiamai!, esigenze tue. E attenta a non sgarrare perché ti stanno osservando e ti faranno notare quando sbagli (lo fanno per il bene tuo e del tuo bambino). Dovrai tornare alla svelta al lavoro perché non vorrai essere una frustrata che poi da ai figli un cattivo esempio, ed i tuoi figli li curerà qualcun'altro, mentre i tuoi sensi di colpa te li curi tu. In alternativa (si, ti lasciano persino un'alternativa) dovrai stare a casa, perché scusa, vuoi avere altri interessi oltre ai tuoi figli? Ed in tutto questo guai se dici che sei stanca e stufa, non va di moda esserlo. Dovrai avere il fisico della Herzigova, il cervello della Montalcini, la pazienza di tutte le donne. Non ce la farai mai a fare tutto, perché è impossibile per definizione, ma cercheranno di farti credere il contrario così ti affannerai a provarci, ed alla fine ti sentirai anche in colpa perché non ce la fai.

Ho visto che ti stai esercitando con le pernacchie, Sara, amore mio. Continua, ti prego.




postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 18:07 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 28, 2004

 "In questa casa è arrivato un bebè: è finita la pace, è cominciata la felicità"

(letto sul blog di un'altra MadreSnaturata come me)


postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 16:39 | Permalink | commenti (1)
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domenica, novembre 28, 2004
Abilità fondamentali
Sara ha imparato a fare le pernacchie con la bocca, e si sta esercitando con costanza. Bene. Le servirà, nella vita.
postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 15:41 | Permalink | commenti (1)
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domenica, novembre 28, 2004
Sereno in arrivo
Vai Cesare facci sognare                            
postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 09:48 | Permalink | commenti
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domenica, novembre 28, 2004

Accà nisciun’è fesso!

Abbiate pazienza, ma non mi piace esser presa per i fondelli. È noto a tutti che i pediatri non possono fare pubblicità né diretta né indiretta al latte artificiale ed alle ditte che lo producono. È noto soprattutto ai pediatri ed alle ditte. Bene, nella sala d’aspetto della mia pediatra campeggia, tra i giocattoli destinati ad intrattenere i piccoli pazienti, un mega-biberon gadget, con su stampigliato il nome della ditta che gentilmente lo ha fornito. Sapendo quali e quanti modi subdoli impiegano queste ditte, dagli opuscoli-omaggio zeppi di consigli sbagliati alle marchette al dottore (bye bye giuramento di Ippocrate), per far fallire l’allattamento di più donne possibile e realizzare i loro profitti già questo vi farebbe incazzare come iene itteriche. Ma dopo il danno arriva la beffa: il gadgetone in questione è.. un salvadanaio! Si, oltretutto vorrebbero collegare l’idea di latte artificiale a quella di risparmio. Questo è davvero troppo: con quello che costa il latte artificiale, e sapendo che il latte ideale, abbondante e gratuito per ogni bambino è disponibile nel seno della mamma.. qui mi scatta la maledizione di Montezuma a tutti loro quanti sono.

postato da: Neeta alle ore 28/11/2004 09:46 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, novembre 24, 2004

Zoila
Ti dirò com'era la mia bimba
Perché ho potuto vederla

Era piccola e fragile, ferma
Un uccellino caduto dal nido
(E il nido vuoto, ero io)

A casa tornai vuota di tutto
Tranne che di speranza
E la speranza si è chiamata Sara


Per tutte quelle che lo sanno, che non è così facile














postato da: Neeta alle ore 24/11/2004 15:14 | Permalink | commenti (1)
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martedì, novembre 23, 2004
Visita pastorale
Oggi Sara ha fatto la signorina che va in visita: visita dalla pediatra (tutto bene!), visita all'università per farla conoscere ai miei compagni di appartamento, poi ai colleghi dell'uni (ci è scappato anche un regalino) poi visita alla pastora & family non poteva certo mancare, poi visita ad amici che hanno anche loro una bimba piccola... Per avere solo quattro mesi la nostra Tartarughina ha una bella vita di società!
postato da: Neeta alle ore 23/11/2004 19:06 | Permalink | commenti
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lunedì, novembre 22, 2004
Errore (da femme) fatale
Stamattina mi sono alzata con la voglia di recuperare un po' della mia femminilità trascurata. Mi ero persino fatta la ceretta sabato, mi son detta oggi ci vestiamo da donne! E così ho ritirato fuori il mio completo di maglia rosso, vestito liscio con collo dolcevita e spolverino morbido sopra, semplice ma elegante.. calze nere velate e stivaletti, sobria coda di cavallo.. Insomma, stavo uno schianto.

Provate voi ad allattare con un vestito a collo alto lungo fino ai polpacci e senza manco un bottone.


postato da: Neeta alle ore 22/11/2004 17:15 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, novembre 22, 2004
My way
La grande salvezza di noi ECers inesperti quando non la becchiamo: sì, me l'ha fatta addosso.. ma  lo sapevo che la stava per fare!! Contenti noi  (mezzo punto sul tabellone, va..)
postato da: Neeta alle ore 22/11/2004 12:12 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, novembre 22, 2004
La prima mastite non si scorda mai
Purtroppo. Dopo più di un mese, dopo aver rallentato i ritmi ed aver attaccato Sara sempre e comunque, la mia tetta di destra (sottolineo: di destra.. capito, Fed?) ormai non produce più latte in abbondanza come prima. L'havutaaBolgheri, vedi che succede a partire per la Siberia con il reggiseno di cartone. Per fortuna la mia tetta di sinistra (capito Fed?) ne fa per due. Avanti popolo, alla riscossa..
postato da: Neeta alle ore 22/11/2004 12:10 | Permalink | commenti
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sabato, novembre 20, 2004
Mamme tigre e campane di vetro
Ci mancherebbe che tenessi la mia piccola sotto una campana di vetro. E' che ho notato che è considerato normale che bambini di 2-3 ed anche 4 anni possano ammollare lo sberlone al neonato, di solito perché sono gelosi delle attenzioni che riceve. Lo so che le dinamiche dell'infanzia sono queste. Quando lo fa uno di 6-7 anni posso arrivare a pensare che sia comunque normale, che magari ha un fratellino/sorellina e che è in crisi per questo, ed ha dell'aggressività da sfogare. Penso che potrebbe essere diverso, ma non mi scandalizzo mica.

Pero' non mi va lo stesso che lo faccia, quindi mi aspetto che qualcuno lo contenga e se non lo fa ci penso io a dirgli: "Caro, lo so che ti rode tanto, è normaaaaaaaaaaale sai.. ma se fai la bua alla mia cucciola io ti spiezzo in due. Sai, è normale anche questo..." Sono certa che è istruttivo e formativo anche per lui.. mica vorrete tenerlo sotto una campana di vetro, vero?




postato da: Neeta alle ore 20/11/2004 20:05 | Permalink | commenti (2)
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sabato, novembre 20, 2004
Progressi
Sara si guarda le manine. Sara si ciuccia le manine. Sara gorgoglia mentre si ciuccia le manine. Sara fa grandi discorsi, con il suo gorgogliare. Sara si fa capire benissimo con i suoi discorsi. Sara è felice e rende felici quelli che ha intorno.
postato da: Neeta alle ore 20/11/2004 13:48 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, novembre 17, 2004
Oggi
Oggi il piccolo Tatino condottiero ha affrontato il suo secondo, grande salto. E' andato tutto bene. Ora aspettiamo di saperlo a casa, con iMamy, iPapy, la sua SuperNonna e gli iCats. C'è ancora un po' di strada davanti a lui, ancora un po' di attesa, ma il più è fatto.
Vai Cesare. Vai, vedi, e vinci.

postato da: Neeta alle ore 17/11/2004 19:38 | Permalink | commenti
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martedì, novembre 16, 2004

Grandi miti e leggende

..dell'allattamento..

postato da: Neeta alle ore 16/11/2004 17:49 | Permalink | commenti (3)
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domenica, novembre 14, 2004

Doverosa precisazione..
..all'urbi et orbi. Ebbene SI, mia figlia in casa sta spesso mezza nuda e con il sederino all'aria. Ed il prossimo che me lo fa notare con l'aria da Telefono Azzurro me lo magno co' tutte le scarpe e sputo solo gli ossicini. Siete avvisati.


postato da: Neeta alle ore 14/11/2004 11:55 | Permalink | commenti (1)
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domenica, novembre 14, 2004
I'm a believer
Per la serie non capisco ma mi adeguo: Lunedì porto Sara dalla ormai mia mitica ed indiscutibile dott.ssa, naturopata talebana dell'alimentazione, e le mostro l'abbondante crosta lattea che adorna la testolina della mia piccola e che non se ne va nonostante i lavaggi e l'olio alla calendula comefacevalanonna. E lei mi fa "Mah.. si, è un po' di intolleranza al lattosio.. tu mangi formaggi?" Così, visto che ci azzecca sempre, decido di fare la prova ed evito formaggi o latte... oggi, dopo sei giorni, la crosta è quasi sparita.

La mia dott.ssa. La puoi amare, la puoi odiare, ma (cavolo) c'ha sempre ragione lei.


postato da: Neeta alle ore 14/11/2004 11:01 | Permalink | commenti
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venerdì, novembre 12, 2004
Dr.Neeta, PhD
Nel saggio sul sonno infantile che sto leggendo ("Il primo sonno", del Prof.Salzarulo) viene riportato che gli scienziati non sono ancora riusciti a stabilire quale sia la funzione del sonno nello sviluppo e per le funzioni del bambino. Insomma, non sanno a cosa serva dormire, per il pupo. Bene, IO LO SO! Serve... a far dormire i genitori.
Il Nobel per la medicina non me lo leva nessuno, ora.

postato da: Neeta alle ore 12/11/2004 13:42 | Permalink | commenti
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venerdì, novembre 12, 2004

Work in progress
Allora, l'EC prosegue così:
- la mattina Sara si sveglia, prima poppata e mentre poppa la fa, dentro la ciotola apposita (ex ciotola da insalata Ikea ma bisogna essere creativi..)
- dopodiché, viene vestita con mutandine e ghettine, di cui ho ampia scorta, e durante il giorno cerchiamo di accorgerci quando sta per farla, un po' calcolando i tempi, un po' guardando cosa fa. Ci riusciamo un buon 50-60% delle pipì, se siamo accorti e scattanti, e tutte, diconsi tutte, le c@cche
- quando non la becchiamo cambio al volo e via, siamo meglio dei meccanici della Ferrari ormai, e tra lavare un pannolino di stoffa e lavare una ghettina ti diro' che si fa prima con la ghettina; segue seduta di autocritica per capire dove, dove, dove abbiamo sbagliato?? (scherzo, questo non lo facciamo mai )
- ormai so che quando poppa la fa durante o subito dopo la poppata, basta aspettare.. e che un certo modo di muoversi significa che le scappa.. sto diventando brava
- mio marito ne becca anche lui, ma abbiamo deciso di non stressarci e quindi se abbiamo da fare e pensiamo che debba farla si pannola la pupa, non è alto tradimento
- la notte per ora è pannolinata, perché ancora non me la sento di alzarmi per fargliela fare, fatemi sistemare il giorno e poi si parte
- per uscire ancora è pannolinata, ma mi porto dietro la ciotola, sai mai faccio anche il record outdoor? Pero' è dispettosa, sembra che aspetti che le rimetto il pannolino pensando "mi sono sbagliata, non la deve fare.." e ... la fa! Piccola carognetta..

Insomma, facciamo progressi ed io mi sento abbastanza soddisfatta da voler andare avanti.. sperando che cominci a farne meno, pero', perché un neonato ne fa tante, ma tante ogni giorno...
Per chi legge, chiariamo una cosa: io non vivo guardando il sederino di mia figlia. Lo so che ci sono tante cose importanti, e questa è solo una.. ok?











postato da: Neeta alle ore 12/11/2004 11:17 | Permalink | commenti (1)
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