Decalogo della mamma in attesa:
1) Ricordati sempre che ogni gravidanza è un caso a sé, quindi è inutile fare confronti con altre, sia tue precedenti che di altre donne. Se loro non hanno mai avuto nemmeno le nausee e tu invece vomiti l’anima tua dalla mattina alla sera pazienza, non vuol dire che la tua sia una gravidanza con problemi o che sei meno resistente… succede così e basta.
2) La gravidanza è un evento fisiologico, cioè naturale, non una malattia. Se tu non fossi abbastanza sana non saresti nemmeno incinta, probabilmente, quindi se non ci sono problemi specifici non farti trattare da malatina. Informati con il tuo medico di cosa è davvero da evitare come attività, cibi etc, e cosa invece sono superstizioni e leggende metropolitane. Certo, se vuoi approfittarne per farti coccolare un po’ la cosa cambia…
3) La gravidanza è una cosa meravigliosa, così dicono i pubblicitari che devono venderti il mulino bianco, tutti quelli che non ci sono mai passati e le donne che hanno già partorito. Le poverette che ci si trovano in mezzo invece non sono sempre così convinte, quindi non sentirti in colpa se non sei entusiasta di avere gambe gonfie e disturbi vari, non sei una madre snaturata, sei una donna normale. E se qualche volta hai bisogno di sfogarti fallo pure, ti farà bene. Poi esci a fare un po’ di shopping, quello ti farà ancora meglio…
4) Cerca di fare esercizi specifici ma non faticosi per prevenire il maldischiena ed altri fastidi… inizia prima possibile, quindi cerca se nella tua zona fanno corsi di preparazione al parto per “piccole pance”, cioè anche a partire dal quinto mese… Al settimo mese, quando iniziano i corsi classici, avrai già fatto a tempo a sdrenarti la schiena. E poi, a questi corsi potrai condividere esperienze con altre donne, e trovare sostegno, rassicurazione e risposte a molte domande.
5) Esistono persone che si sentono in dovere, a quanto pare, di terrorizzare le mamme in attesa con racconti di gravidanze finite male, di malattie che hanno danneggiato il bambino, di parti dolorosissimi, di inondazioni, terremoti ed invasioni di cavallette. Impara a riconoscerli a colpo d’occhio e scappa appena aprono bocca...
6) Rompi le scatole al/alla tuo/a ginecologo/a. E’ lì apposta, e lo/a pagano pure per rispondere alle tue domande. Se per caso c’è qualcosa che non ti torna in ciò che dice o nelle analisi chiedi pure e pretendi spiegazioni comprensibili ed esaurienti, non una frase in medichese che capiscono solo gli addetti ai lavori. Non aspettare di essere a casa per tormentarti nei dubbi. E non permettere al/alla tuo/a ginecologo/a o a chiunque altro di liquidare i tuoi malesseri o eventuali angosce come “cose che capitano in gravidanza”o “disturbi psicosomatici”: pretendi che escludano cause serie, prima, e che ti spieghino in modo chiaro ed attendibile perché ti sta succedendo una certa cosa, poi, e magari se puoi fare qualcosa per alleviare i disturbi.
7) Allenati a sorridere: ti servirà per tutti i consigli non richiesti e più o meno invadenti che ti piomberanno addosso, sia durante l’attesa che dopo. Tu ascolta, sorridi, ringrazia se ce la fai ancora... e poi fai di testa tua: sei tu la madre.
8) Coinvolgi tuo marito o il tuo compagno nella gravidanza: fallo partecipare alle visite ed alle ecografie, fallo chiacchierare con la pancia, chiedigli di aiutarti a “gestire” alcune situazioni come l’acquisto dell’occorrente per la cameretta, discuti con lui di come impostare i primi tempi dopo la nascita, fallo anche partecipare alle incombenze domestiche se è disponibile, lo farà sentire partecipe e che sta davvero facendo qualcosa per te e per il vostro bambino. E quando sarà coinvolto e felice dagli l’incarico di contenere suoceri e parenti vari, specie dopo la nascita del bimbo...
9) Spiega a tuo marito/compagno che può succedere che tu sia un po’ irritabile, o stanca, o che diventi all’improvviso molto gelosa della tua vita personale e del bambino che sta per nascere, e che comunque questo non ha nulla a che vedere con problemi tra di voi. Forse qualche volta avrai bisogno di sfogarti, ma questo non significa che tu non sia felice di aspettare il vostro bambino. E’ un momento di trasformazione personale importante per tutti e due, per te fisica oltre che psicologica. Se lui non riesce a sostenerti trova un alleato in qualcun altro, per esempio un’amica, o tua madre, comunque qualcuno con cui vai molto d’accordo.
10) Infine, ricordati che la stragrande maggioranza delle gravidanze va benissimo, che le donne partoriscono da che mondo è mondo, allattano e allevano i loro cuccioli e sono molto più forti di quel che si crede (vorrei vedere un uomo sopportare solo per cinque minuti le doglie, o andare in giro per mesi con uno zaino di 7 chili sul davanti…), quindi non ti fasciare la testa se non te la sei rotta e non pensare mai che non ce la farai... ce la farai eccome.